Poche novità con le Aio, molte che sembrano versioni migliorate della classica Billet Box, qualcuna con il vano batteria scoperto sul retro (non mi piace, sembra si sia perso un pezzo), qualche box (e le trovo comode) col boro “naked” (scoperto) sul laterale, facile da rimuovere nel caso di refill o di bridge che si sposta lasciando il boro incastrato (sulle Billet Box volavano bestemmie, servivano le pinze per sistemarlo e quasi sempre si finiva allagati col liquido)
Tutte col DNA60, no, qualcuna col Dicodes V3 come le Sunbox
Zero Boro e B5, la spagnola Exode e la
pessime Apex (svizzera, ma forse la stampa 3D più scricchiolante che mi sia
capitata in mano, qualcuna col “Dicodes a pulsanti” come la Boro
di Dicodes, veramente un pezzo d’arte, con il DNA75 DNA75 (normale o color)
pochissime, circuito monoblocco con tasto fire, display, tasti di regolazione e
porta USB tutti fissi saldati sulla scheda madre, soluzione che non lascia
molto margine (ai modder non coraggiosi) per spostare i pulsanti o i display in
maniera originale, che abbia provato io solo la “O” Boro di Damnmod, box che a
me non è dispiaciuta, peccato solo montasse il DNA75 in versione Color, il
circuito meno amato dagli utilizzatori di Evolv.
Col DNA60 ma con una linea a parallelepipedo la Eyn di
Elcigart, modder che non mi è mai piaciuto (la loro Prisma mi si è sfogliata la
verniciatura nera delle placche) e che ha confermato la mia sfiducia con un pin
che non faceva a contatto con nessun boro o bridge che avessi provato,
costringendomi ad usarla col boro della Bantam Box, perde in capienza visto che
ha anche l’airflow nella base ma almeno così riuscivo a farla funzionare senza
il solito tremendo errore “check atomizer”.
Peccato, la linea era bella, usarla è stata una delusione.
Gira che rigira, trovo una box “made in Spagna”, la The
Block di Bestia Mods, fatta dal modder spagnolo Ernesto Sanchez di Madrid:
linea a parallelepipedo come piace a me (come la Elcigart, se solo fosse stata
ben costruita) e circuito (incredibile!) il DNA75 “bianco e nero”, circuito
scomodo da collocare e quindi abbastanza odiato dai modder, soprattutto sulle
AIO.
Non la solita Aio. Interessante.
La “The Block” di Bestia Mods.
Arriva, scatola in cartone (non lussuosa, ma adeguata a proteggere la mod, in giro ho visto di
![]() |
| Prima cosa da fare, aggior- nare firmware e profili della box |
peggio), dotazione minima (niente boro, solo il classico nut in dotazione).
Visto che sono schizzinoso (e mi mangio le unghie, e quindi
se mi si sfila il drip tip per svitare il nut per togliere il boro volano
parolacce) lo sostituisco subito con un drip tip ibrido di PRC, comodo.
Boro di Animodz, bridge Arrow di SVT, coil Triton Mini da 1.2 ohm che, montata,
viene letta ESATTA al primo colpo, segno evidente che le saldature sono ben
fatte e il pin di contatto è stato regolato con cura in altezza dal modder.
Il vano boro è nascosto da un coperchio fissato a dentini, a
slitta e che viene chiuso da due magneti ben posti, unico difetto è che è
completamente coperto senza fessure che possano fare vedere il livello del
liquido nel boro, costringendo periodicamente ad aprirlo e controllare, se non
si vuole svapare a secco bruciando il cotone.
Interessante il vano batteria, chiuso da un tappo anche lui
ad incastro e a slitta molto sicuro e stabile (e in cui non si rischia il
danneggiamento delle filettature come nel caso di certe chiusure, dove modder
poco furbi fanno placche in alluminio e tappi a vite in acciaio; unica
raccomandazione, bisogna spingere la batteria con moderata forza intanto che si
infila il tappo a slitta, il contatto del positivo è autoregistrante a molla,
io consiglierei di evitare di usare batterie Samsung (mi sono capitate due
partite di Samsung 30Q “rosa” lievemente più lunghe dello standard, e con un
tipo di chiusura del genere potrebbe essere un problema.
La filettatura del nut è perfetta, provo un po’ di drip tip
ibridi di Protocol, di Atmistique e di Monarchy e tutti si avvitano saldi senza
alcun sforzo.
Che dire… Prodotto intelligente, molto ben costruito.
La prova
Inserisco una Sony VTC6 e accendo la box. Tutto perfetto,
unica nota deludente è che per una box di un certo livello e qualità almeno il
logo di accensione l’avrei personalizzato senza lasciare solo le impostazioni
di fabbrica.
![]() |
| Vano boro con sportellino a slitta |
E tutto è di fabbrica, firmware standard senza la regolazione del boost e i soliti metalli di Evolv (certo, con una AIO che ha un contatto ad appoggio e una lettura di resistenza imprecisa è sconsigliabile svapare in TC, ma al solito Titanio01 e acciaio 316 sono presettati valori che non sono quelli ufficiali di https://www.steam-engine.org , quelli scientificamente esatti, ma per fortuna col DNA75 (qua nella mia amata versione “bianco e nero”) i modder sono costretti a montare la porta USB (è saldata sulla board del circuito) e quindi, con un minimo di dimestichezza con eScribe, tutto è risolvibile in casa.
Anche al “minimo sindacale”, si collega la box al PC tramite
cavo USB 2.0, si fa partire eScribe e già lui propone di installare il suo
Service Pack 1, basta confermare, attendere la conferma del trasferimento e
dell’installazione dell’update e tutto è a posto. Ed è possibile svapare BENE
in watt col boost regolabile.
Provo, classico sigaro Nocciola Cigar Power Fruit di
Extraction Mania, che adoro, svapo classico da Billet Box, aria solo lievemente
aperta, da “flavour”, se non si usano dei bridge con l’aria riducibile con
airpin (l’immissione ad aria è la classica fessura non regolabile), ma a me non
dispiace per nulla, anzi.
Unico difetto (per alcuni), non è una box da svapo
quotidiano: è pesante, abbastanza da scucire i taschini delle camicie (e sono
botte dalle mogli che debbono ricucirli), pesante e grossa da tenere in tasca
(se si lavora da seduti lo scroto ne soffre) e da usare con i pantaloni della
tuta (se non si vuole andare in giro coi pantaloni calati come i rapper, i
gangster portoricani e Omer Simpson), box molto carina (a mio gusto) ma da
usare la sera per il dopo cena, se si legge un libro, si vede un film o si ascolta
musica.
Pregi?
Intanto monta un DNA75 bianco e nero non aggiornato e non
ottimizzato, cosa che all’utente medio può dare fastidio ma al vaper come il
sottoscritto, vecchio, nerd e “inguastito” apre orizzonti di studio,
divertimento e personalizzazione enormi.
![]() |
| Il coperchio a slide del vano batteria |
L’estetica? Certo, non è scintillante come certe mods anzi,
forse eccessivamente sobria, a
qualcuno potrebbe non piacere.
A me no, la sua linea che richiama molto l’architettura
“brutalista” molto in voga nei paesi dell’Est ai tempi del blocco ex URSS la fa
quasi sembrare un manufatto sovietico degli anni 60/70 piace un sacco,
rendendola un prodotto unico e non con le solite soluzioni estetiche e tecniche
(spesso mal assemblate) sulle altre boro mod (anche di alto livello).
Prodotto che non ha fatto successo e che mi è capitato di
trovare a prezzi quasi stracciati su siti inglesi/spagnoli/francesi e tedeschi
ma che, se mai la moglie dovesse lamentarsi al solito “ti sei comprato un’altra
boro box?” gli si può rispondere “No! Questa è qualcosa di completamente
diverso”.
Che è vero.




Commenti
Posta un commento