Forse sarò malato (mentalmente) io, ma non riesco ad usare “roba pregiata”, mod costose, di giorno, troppa ansia pensare se mi cascano per terra (facile, quando si è sempre di corsa), se le perdo o me le dimentico (mi è capitato pure quello), le mie “cose belle” riesco ad usarle solo nel tepore e nella sicurezza domestica, dove non rischiano, anzi.
Ho pure una vecchia sciarpa (brutta) in seta trovata non so dove che uso come tovaglietta, per evitare che mi si graffi quando la appoggio sul tavolino del salotto.
Quindi, ci vuole una box-muletto, una AIO comoda, che costi
poco e che sia “strapazzabile”, visto che ormai le Billet Box clone col DNA60
originale (e la porta USB, cosa che mancava sulle originali) non si trovano
più.
Un mio amico un anno fa mi consigliò una boro nuova di BP
Mods, la AmpBB ma, appena la vidi, restai di sasso: batteria integrata da
2000mah (odio le batterie integrate, con quelle mi ritrovo sempre la mod in
perfette condizioni con la batteria bollita, sin dai tempi delle Vaporshark e
Hana Modz Mini), circuito imprecisato, lucine strane sul davanti che fanno
tanto coattone in discoteca il sabato sera al modico prezzo (quando venne messa
in vendita) di 90 euro, quando con una quarantina di euro in più si trovavano
box con il DNA60 di Evolv.
Unici pregi, la compatibilità coi boro e coi bridge della
Billet e il nut ibrido per il drip tip, comodo per svitarlo e rimuovere il boro
per il refill, per il resto un disastro.
Esce una nuova AIO di BP Mods, la Razor Luxury Edition, che
ha fattezze più umane e batteria rimovibile, potrebbe essere interessante.
La Razor Luxury Edition
La vite per lo smontaggio facilitato
della batteria e il drip tip ibrido
fornito di serie
E già, subito al primo colpo d’occhio, è abbastanza
interessante visto che si trova in vendita a meno di 80 euro, che per un
dispositivo circuitato è un prezzo onesto, e con una buona dotazione di serie:
-
Drip tip ibrido, con base in acciaio e cap
sostituibile ad incastro, ne vengono forniti due, uno più alto e stretto adatto
per svapo MTL, uno più corto e largo per svapo flavour;
-
Uno sportellino magnetico laterale di ricambio,
di serie c’è quello in plastica grigio con gli engraving, se lo svapatore lo
dovesse trovare troppo “disinvolto” (io ho una certa età e certe cose troppo “giovanili”
mi fanno fare figura ridicola) ne viene dato uno in plastica “effetto marmo” che
riprende la tinta del drip tip;
-
Un secondo coperchio metallico magnetico per
coprire, sul frontale, la presa USB-c per l’eventuale ricarica;
-
Un Boro TMD, compatibile con le TMD Coil della
LightSaber, del Labs S e degli Il coperchio rimovibile
del vano batteria
altri prodotti BP Mods, non smontabile perché usa
solo quelle coil, causa sua struttura non permette di installare altri bridge
compatibili mentre la box alloggia perfettamente ogni boro standard (e relativo
bridge) per Billet Box, ma che ha il grosso pregio di avere il fondo aperto e
la regolazione dell’aria a ghiera, come gli atom a tank “seri”.
Interessante.
E subito, così, noto tre cose che mi piacciono assai:
-
Sulla scocca superiore, come sulla Nodale di
Telli’s Mod e sulla Kill Lite di Ambition Mods, è presente una vite girevole
per allentare il contatto del negativo della batteria, per rimuoverla senza
forzature o danneggiare la wraps della batteria (i contatti della Billet Box le
tagliavano ed erano imprecazioni ogni cambio di batteria)
-
Uno sportello del vano batterie geniale,
magnetico, bloccato da un dentino alla base, con intagli, in questa maniera
sono contenti sia i vapers “tradizionali” come il sottoscritto come quelli che
vogliono fare vedere che sono sciccosi e hanno le wraps colorate sulle
batterie, ci vuole un po di dimestichezza perché per toglierlo occorre dall’alto
fare pressione in esterno e poi da allentato sfilarlo da dentino di fermo ma è
una chiusura stabile precisa, non ci sono sportellini che si staccano e girano
per le tasche (come sulla moto costosa e odiosa Hussar BXR 1° batch)
-
Un tastino a slide sulla base: all’inizio non ne
capisco l’uso, ma giocandoci un po’ è un blocco tasti meccanico, spostandolo in
avanti i tasti vengono disabilitati e il display mostra il logo del lucchetto,
molto più comodo dei cinque click dei circuiti DNA (e similari).
Belle cose, belle e intelligenti.
E la provo, con la sua TMD coil da 0.8 ohm, drip tip da
flavour (quello menoIl blocco tasti meccanico sul fondo
strozzato).
Il circuito è quello classico, funzione Bypass (per chi la
usa, nessuna regolazione del voltaggio come i dispositivi “mech” ma cono solo
le protezioni da cortocircuito e batteria scarica, Variwatt, Varivolt e le
varie funzioni per lo svapo in TC a Nichel, acciaio (immagino il 316 anche se
non lo dicono), Titanio, Nife30 e Nife48.
Scarto tutte le funzioni per lo svapo in TC (che non voglio
provare, senza attacco 510 a rendere stabile la lettura della coil e senza un
circuito serio e preciso il controllo di temperatura va evitato, bypass idem,
in Variwatt ha una sua erogazione “onesta”, non “punch” come i DNA ma tutto
sommato precisa, non peggiore di una iStick di Eleaf.
Anzi, decido di usarla in Varivolt, monto la coil, tramite i
due pulsantini parto da 3.2 volt e la coil mi inizia a vaporizzare gustosamente
a 3.6 volt (il display mi ricava 18.5 watt).
Con cinque click la box si accende e si spegne, con tre si
accede al menu: il display ha le indicazioni secondarie (volt in Variwatt o
viceversa e valore di resistenza letto alla coil) un po’ piccoline e io l’avrei
reso più luminoso, a impostarlo all’aperto sotto il sole non è leggibilissimo
ma almeno display e pulsantini di regolazione potenza sono coperti e protetti
dallo sportello e da perdite di liquido (anche se un intaglio sullo sportellino
a lasciare visibile il display sarebbe stato carino), però tutto sommato il
complesso è piacevole da utilizzare.
Sul frontale, due cose da notare: la placchetta magnetica “silver”
ad attacco magnetico che copre la presa USB per la ricarica (odio le prese USB
a vista, a riempirsi di polvere) e il boro che, incassato e a vista ha la sua
fessura coperta da una striscia di gomma a coprire il foro per il riempimento
del liquido: cosa super comoda, poter refillare senza dover smontare tutte le
volte il box e senza perdite di liquido, a riempire con solo un minimo di attenzione
(i vetrini da sfilare che si rompono e gli o-ring che dopo una decina di refill
cominciano a trafilare liquido mi hanno dato noia).
La presa USB-C per
la ricarica "scoper-
chiata"
Altra cosa intelligente, il retro della box arrotondato,
stondato dalla parte dello sportellino della batteria: così fatta la box è comodamente
impugnabile con entrambi le mani e il tasto di attivazione, posto sul laterale
destro della box, è comodamente attivabile col pollice se impugnato con la
destra, con l’indice se è impugnata da un mancino.
Costo tutto sommato onesto, non scricchiola, robusta e va
anche apprezzabilmente bene.
E, onestamente, al prezzo di 21 euro in più rispetto ad una Kiwi con power
bank, è un altro pianeta: capacità di batteria superiore (la Kiwi 400 mah lei +
1650 mah di bank, 3000 mah la mia Samsung 30Q “rosa”), maggiore capienza di
liquido (che regge comodamente dalla mattina alla sera, senza bisogno di
refill) e comodità.
E qualità di svapo, tra un pod e un bridge per Billet Box la differenza è
abissale, perché certi bridge non saranno al livello dei tank come settabilità
della coil e dei flussi d’acqua, figurarsi poi delle pod sigillate con solo il
foro per il refill del liquido…
Commenti
Posta un commento