Usare la Orion II di Lost Vape

Finalmente posso iniziare a giocarci: non male, piccola, sottile (meno leggera di quanto possa sembrare però, tolta la pod viene usata poca plastica e molto alluminio) ma con una pod con una capienza degna di una Billet Box (4.5ml la pod a testine, qualcosa di meno quella rigenerabile) e con una batteria di capacità “arrogante” (la Lipo della Orion II ha una capacità di BEN 1900 mah, come quella della costosa DelRo D60 che costa più di dieci volte tanto il kit “Special Edition” completo di RBA) , Orion II che tecnicamente ha specifiche molto interessanti.


Ufficialmente sarebbe anche “personalizzabile” con sportellini di colore diverso (sono smontabili e adesi alla scocca metallica tramite magneti molto saldi) ma se dovesse finire come con le altre Lost Vape (le Esquare e le Epetite) tali sportellini optional finiranno reperibili (forse) solo su qualche sito inglese.

E già dal refill risulta “simpatica”: la pod ha un tappo metallico sul top che, svitato, scopre il foro di riempimento (con filettatura metallica, quindi più robusto che il tappo avvitato sul policarbonato di cui è fatta la pod).

Unica avvertenza, durante il refill (sempre bene farlo a pod smontata, se possibile) è utile piegare la Orion orizzontalmente mantenendo il tappo di riempimento nella parte alta: visto che il blocco testina o RBA è bello spesso e lascia poco spazio tra sé e la parete della pod, senza questo avviso si rischia di avere la pod piena dalla parte del tappino e non refillata dalla parte opposta soprattutto per il sottoscritto, che avendo lo “svapo compulsivo” per non seccarsi troppo la gola usa liquidi 70/30 quindi più densi, per il test uso il mio solito tabacco cubano aromatizzato agli agrumi di Extraction Mania, liquido che ho provato su tutte le configurazioni che ho testato di recente e che conosco a menadito.

(Spoiler: prima di fare la prova e scrivere ho “giocato” un po’ con la Orion II qualche giorno provando le resistenze fornite di serie: la 0.4 ohm scalda troppo e secondo me prende troppo facilmente l’aroma di “cotone che si sta asciugando e che potrebbe steccare” se non si svapa a watt bassi, e a watt bassi non è che vaporizzi in maniera stupefacente, meglio la 0.6 ohm che già a 16/18 watt da soddisfazioni, io mi sono comprato anche un pacchetto di coil da 0.8 ohm che a 16 watt non va in crisi e non scalda troppo nemmeno con l’airflow al minimo e quindi è forse la coil perfetta per i “guanciaroli” amanti del tiro stretto).

Vado a impostare la box:

“Menu”: lascio impostato a “Classic”, il classico menu in bianco e nero mentre il “Color” è un

Pod con la sua 
bullet coil inserita

menu con le indicazioni a display in azzurro e giallo.
“Bright”(ness) è la luminosità del display e la vado a impostare al 30% visto che la sto usando in casa o in macchina, luminosità bassa che rende il display leggibile senza alzare troppo i consumi (inutili) di batteria, il menu “Color” impostato con luminosità al 50/60% va bene per chi svapa all’aperto sotto il sole, una illuminazione più alta serve (forse) solo a svaparci in spiaggia a Ferragosto indossando un paio di Rayban.

“Mode”: le (poche) istruzioni che si trovano in giro raccomandano di usare la modalità MESH con le coil prefatte e RBA con il deck rigenerabile; qua, ribadisco tutta la mia ignoranza, le due modalità sembrerebbero identiche (tutte e due identicamente variwatt), solo a mio palato (opinione personale), sempre con i soliti 16 watt impostati con la solita 0.8 ohm l’erogazione in modalità MESH mi è sembrata più “secca” (percepisco più le note di tabacco piloto), in modalità RBA (anche se ho su la coil prefatta) mi sembra più morbida andando a percepire le note aromatiche di agrumi che in modalità MESH erano meno percepibili, ma è solo gusto personale.
P.s.: su un forum inglese ho letto che in modalità RBA la selezione del wattaggio è libera, in modalità MESH è selezionabile con limiti di wattaggio minimi e massimi a seconda del tipo di coil installata, non ho provato a bruciare la coil, ho impostato normalmente e non ho riscontrato nessuna differenza in particolare, ma forse mi sbaglierò.

E già di partenza siamo in un nuovo mondo rispetto alla Orion DNA Go precedente: la possibilità di utilizzare l’impostazione variwatt con lettura della potenza a display anziché il led che cambiava colore (e a ogni tipo di resistenza installata, per come veniva letta dalla box, corrispondeva un valore di potenza che solo chi se l’era impostata con eScribe e si era scritto i

Particolare del display

watt corrispondenti ai colori del led in un post it dentro il portafoglio poteva ricordarsela), ora l’impostazione è molto più facile e precisa e il rischio di bruciare la coil quasi impossibile.

Altro appunto, l’adozione delle nuove coil sostituibili: nella vecchia Orion prima serie TUTTA la pod doveva essere sostituita a coil esausta (con un costo superiore a quello di una testina normale), solo con la successiva Orion-Q aveva il blocco testina-coil sostituibile mantenendo la pod in policarbonato (con costi più bassi), con questa nuova pod della Orion II vengono utilizzate coil a “cartuccia” da inserire dal basso, ad occhio (proverò a vedere la compatibilità) che assomigliano alle comuni bullet coil utilizzate dalle Smok RPM (Nord Coil), dalle Vaporesso Luxe (le GTX), le TMD di BP Mods o le PnP di Voopoo, su Reddit.com ho letto di un utente che ha utilizzato le Vaporesso GTX, le proverò…

Rispetto alle coil precedenti la quantità di cotone del corpo assorbente è maggiore, che è un ottima cosa visto che una quantità maggiore di cotone evita un asciugarsi troppo veloce della coil con, nel caso di potenze un po’ oltre soglia o svapata lunga, la classica “steccata” di bruciato da cotone in secca e automaticamente testina deteriorata.

E, tanto cotone, tanto da poter sporcare, di solito una cotonatura maggiore rende meno “sporcabili” le coil allungandone la vita.

Intanto, prima sensazione, la resa aromatica: premesso che il top indiscutibile resta la configurazione a tank su battery box e che l’utilizzo di rigenerabili o coil su boro AIO o su pod risalta solo per le camere di vaporizzazione più piccole e quindi una vaporizzazione più densa, l’aroma è più che buono e, complice anche la facile e precisa regolazione dell’aria, la restituzione aromatica è migliore rispetto a una Smok RPM40, a una Luxe di Vaporesso o una

Vista della pod

Vilter di Aspire (le pod mod che ho utilizzato), con una resa aromatica che se la batte bene con le configurazioni a boro Billet-compatibili (i boro della DotAio hanno una capienza inferiore ma sulle loro configurazioni ho sempre percepito un aroma lievemente più nitido) ricordandomi di avere una pod mod anziché una AIO solo ad impugnarla (molto più piccola la Orion II, molto più tascabile e trasportabile).

Uso: ottima la soluzione della LiPo da 1900 mah (praticamente una Sony VTC4 di una volta) che garantisce tempi di uso lunghi, a svaparci dopo tre giorni la rimetto in ricarica per la certezza di finirci il giorno dopo, con la presa USB-c che supporta la ricarica a 2 ampere dalla presa USB alimentata del mio PC ricarica veloce che è un piacere.

Ottimo anche il boro da 4.5 ml, con la 0.8 ohm di coil mi garantisce la stessa durata di svapo (almeno due giorni) del boro di una Billet Box.

Bel prodottino davvero, ho quasi finito la mia chubby di liquido da 60 ml e la testina ancora regge, il cotone pure e nessun aroma di bruciato o strano, sembra di svapare con un tank normale con testina a bullet coil piuttosto che con una comune pod mod oltre che; se si usano liquidi organici filtrati o se si intende non utilizzare la pod per un po’ è sempre consigliabile rimuovere la testina e lavarla con acqua calda per evitare che i residui di cui il cotone è assorbito con l’asciutto si incrostino facendoci trovare, quando riprenderemo la pod, la testina quasi inutilizzabile.

la pod rigenerabile,
da disassemblata

Non sono stato mai un amante delle pod mod: la Kiwi è troppo di moda (e le cose modaiole a me non piacciono), la Vilter aveva un buon aroma ma poco “hit” (svapo solitamente a 2/3 mg/ml da nicotina, sulla Vilter dovevo “pestarci”  almeno a 6mg/ml di nicotina, per avere il colpo in gola), le pod a voltaggio fisso erano buone solo per “assumere” nicotina in luoghi vietati (come al lavoro) senza alcuna pretesa di grande resa aromatica, le pod circuitate (le già citate Smok RPM ad aria fissa e la Vaporesso Luxe con aria regolabile anche se in maniera non precisissima) le ho sempre usate con liquidi solo fruttati o mentolati, a mio gusto più adatte a fare del flavour passatempo che per fare svapo degustato ma questa Orion II mi ha fatto dimenticare di usare un dispositivo “povero” e semplificato anzi, non ci ho visto uno svapo dieci volte peggiore rispetto ad una DelRo, che è però più pesante.

Con una batteria da 1900 mah si viaggia spediti e sicuri (la capacità di carica è di solo poco inferiore rispetto ad una Kiwi con Powerbank), una volta che ci si prende la misura del proprio svapo basta ricaricarla (dopo tre giorni di uso vivace la batteria è arrivata al 20% di carica, forse sufficiente per svaparci il giorno dopo rientrando a casa), il circuito è ben impostato e lavora bene e le nuove pod a bullet coil hanno una resa da tank “serio”, tant’è che mi sono ritrovato la sera a svaparci ascoltando musica o vedendo un film, dimenticandomi che di solito la sera tiro fuori dispositivi più “pregiati”.

Altra nota, da non sottovalutare, anzi: dopo un utilizzo insistito, anche “ascoltando” lo svapo non si percepiscono gorgoglii o calo di vaporizzazione, indice di condensa stagnante che “strozza” la coil, il dispositivo funziona proprio bene, potrebbe diventare il mio amico da uso quotidiano spodestando le AIO “muletto” che di solito usavo, non facendomi mai sentire un vaper pretenzioso costretto ad utilizzare un dispositivo sottodimensionato che non danneggiare o perdere mod più “preziose” anzi, la qualità di svapo è incredibilmente buona.

Particolare della
ghiera di regolazione
dell'aria.

Altra cosa piacevole, dopo una settimana di svapo, sollevando la pod e guardando il fondo c’è solo un po’ di condensa (poco poco, il classico “goccino” passato dall’immissione aria se la box è resta ferma mezza giornata) senza alcuna perdita o colatura, la Orion II è molto più pulita della Smok RPM40 e anche della Luxe di Vaporesso (che aveva anche lei l’aria regolabile) che avevo provato in precedenza e che usavo come box “da strapazzo”.

E potrà fare contenti molti vapers integralisti, visto che l’RBA in dotazione può essere “stappato” e rigenerato facilmente sostituendo il cotone, anche per chi ama svapare i liquidi tabaccosi organici non filtrati con una consistenza simile alla nafta, dando loro la possibilità di svapare con un dispositivo ultra comodo (ma molto performante) i liquidi più zozzi e sporchi che adorano.

E, altra cosa che mi ha stupito (piacevolmente), il prezzo: il Kit Special Edition, dotato di cavo USB-c, Orion II, pod con RBA e seconda pod per l’uso a testine + testine, una da 0.4 e una da 0.6 ohm si trova su shop online al prezzo folle di 60/65 euro e in un negozio fisico che ho visto a 70/75 euro, che in fin dei conti è il prezzo di una Kiwi 2 con power bank.

Ma, con livello di prestazioni, con la Orion II è un altro mondo, su un livello di svapo non top ma sicuramente ottimo.

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