La "strana cosa" - La Boson di LVE (che è Lost Vape...)

Ormai sono troppo vecchio per andare in giro con delle “spade laser” (tubo+tank) in tasca, al massimo si svapa con delle SBS o meglio ancora con delle AIO, cosine carine che in un piccolo parallelepipedo stipano batteria, tank, coil e magari un circuitino (qualcosina più di un mosfet…) per fare più o meno vapore, cose troppo comode da tenersi in tasca.

Tutte uguali (o quasi) tutte in plastica, tutte DNA60 Color (che è identico come incassi rispetto al DNA60 “bianco e nero” che però è diventato introvabile e così i produttori hanno fatto la versione nuova della box montando il circuito colorato nella scocca della vecchia box.

Cosa sarebbe bello? Un circuito divertente ma semplice da settare (impostare i watt, magari la “spinta” ad inizio svapata e basta, niente TC, niente menu fuorvianti), una boxettina compatta, più delle normali AIO standard a batteria 18650.

E mi imbatto per caso in una box strana, la Boson di LVE: circuito DNA80 Color, compatibilità con tutti i boro e i bridge per Billet Box, dimensioni poco più grandi di una pod mod a tank refillabile, batteria integrata da 2200 mah. Specifiche interessanti.

La Boson di LVE

“E chi è LVE ? Ma oggi si sono messi a fare box tutti quanti…”

LVE (Lost Vape Engineering) è il marchio nuovo di uno storico produttore, Lost Vape, uno dei migliori costruttori di box “commerciali” su circuiti Evolv (la loro Therion ancora oggi è una delle meglio costruite battery box in circolazione + altre chicche come la piccola Coral, le ePetite e la Orion, a mio gusto ancora oggi la miglior pod mod a tank refillabile in circolazione.

Faceva box ottime ma non economicissime (meno care dei prodotti di modder ma più dei classici prodotti mainstream), per un certo periodo ha prodotto box discrete ma con circuito proprietario (più economiche ma non troppo apprezzate) e poi, per rifarsi l’immagine, le nuove serie (una nuova Orion compatibile con il vecchio modello ma dotabile di RBA e appunto la Boson)

E già il fatto che sia un prodotto a marchio Lost Vape mi da una certa serenità.

La tecnica

Frontale e pulsantiera

Unica cosa che inizialmente mi ha fatto un po’ storcere il naso è stata l’adozione di una batteria LiPo fissa assieme ad un circuito originale Evolv, combinazione che finora mi ha lasciato (ad usarle tanto e bene) box col circuito perfetto ma con la batteria “bollita” e usurata, ma considerato il prezzo della Boson ci può anche stare, un DNA60 con una LiPo della stessa capacità su una Delro D60 lo si paga cinque volte tanto.
Delro che, tutto sommato, altro non è che una Billet Box Rev2 a cui hanno sostituito le due batterie 16340 con un LiPo pack e a cui il potenziometro analogico per regolare il voltaggio è stato sostituito da un circuito DNA40 (prima) e 60 (poi) regolato a pulsanti, con relativo display.
Nulla di più.

La box non è leggerissima, la scocca è in alluminio aeronautico ma ispira fiducia e assemblaggio positivo.

Particolare la configurazione: sulla sinistra il display del circuito DNA80 Color sigillato da una copertura in policarbonato trasparente (clear o giallo oro, ne forniscono uno premontato e l’altro set nel pacchetto), sul frontale una i tre pulsanti (fire, potenza + e potenza -) coperte da una placca trasparente dello stesso colore del copridisplay, sul retro un’altra placca (dello stesso materiale) che copre il vano portaboro, con una fessura scoperta sulla destra forse non troppo estetica ma utile per rimuovere il boro nel caso, muovendosi il bridge, resti incastrato (cosa che mi ha fatto imprecare parecchio sulle Billet Box).

Accessori: in dotazione viene dato poco o nulla, un set di pannelli sostitutivi (oro o clear, a

Particolare del Display



seconda di quelli preinstallati sulla box sulle “uscite” più recenti, sulle prime uscite no), un drip tip e un cavo USB-c per la ricarica (la presa è sul lato destro di fianco alla fessura che scopre il laterale del boro, coperta da un tappo in gomma per evitare accumulo di polvere o di liquido trafilato) ma per fortuna la Boson è compatibile con TUTTI gli accessori della Billet Box, tant’è che per provarlo installo un drip tip ibrido di Mission XV (odio restare col drip tip in mano spaccandomi le unghie per cercare di svitare il nut) e un boro Atmizoo a “stappo”, odio i vetrini che si rompono e le guarnizioni che dopo un po’ iniziano a indurirsi e perdere liquido, molto più comodo un boro che si scoperchia, ci infila il bridge, lo si ritappa e, con un tappino in gomma sul laterale si fa refill comodo e pulito, senza doverlo rimuovere (anche se sarebbe consigliabile farlo) dalla box.

Ben costruita, la Boson ispira solidità da subito, la metto in ricarica e la inizio ad utilizzare.

La prova

 Anche se permette l’utilizzo di tutti i boro e i bridge della Billet Box (compresi i boro con RBA integrato), la provo con una configurazione “leggera”, boro Atmizoo, adattatore Arrow di SVT e la classicissima 1.0 ohm a mesh per Nautilus, coil di buona efficienza a 3.6/4 volt e con un prelievo di soli 4 ampere alla batteria in scarica, soluzione che dovrebbe allungare la durata della batteria.
Di soluzioni circuitate, con tank refillabile, coil sostituibile e più o meno lo stesso peso ho usato spesso la RPM40 di Smok che costava la metà della Boson (75 euro la Smok, il doppio esatto da Lost Vape) con una batteria integrata più piccola (1500 mah la RPM40, il 50% in più la Boson), Smok RPM40 che non andava per niente male, anzi.

Il feeling

Il DNA80 C
Occorre innanzi tutto prendere un po’ di confidenza col “mezzo”, date le sue dimensioni ridotte e prendere dimestichezza col tasto fire con la box saldamente impugnata è un po’ diverso rispetto alle AIO classiche e lo stesso per la lettura del display, mentre sulle AIO normali basta girare il polso e leggerlo, averlo da una parte e parzialmente coperto dalle dita ne riduce la visibilità.

Però… Subito è comoda, 16 watt, boost impostato a 3 per una svapata “forte” da subito (io adoro questa funzione) e sembra in tutto e per tutto di svapare con una box “seria” circuitata Evolv malgrado le dimensioni veramente ridotte e “trasportabili”.

Con le batterie integrate ho sempre dovuto imprecare visto che non ho mai avuto prestazioni di durata stupefacenti malgrado le Lipo, con la Vaporshark DNA200, con la Pixel DNA80C di Vaperz Cloud, con la DelRo D60 però, senza toccare e reimpostare nulla la batteria della Boson fa bene il suo lavoro, dopo un boro intero la batteria non è azzerata ma per svaparci il giorno dopo è consigliabile fargli una ricarica che comunque non è un problema grosso, avendo una presa USB-c e supportando la ricarica veloce (io ho ricaricato dalla presa USB di un PC Intel Nuc ma anche il “carichino” del cellulare va benissimo).

Box pulita, nessuna traccia di condensa (complice anche il buon boro utilizzato), funzionamento impeccabile, box ottima per chi vuole un dispositivo leggero e compatto ma con le prestazioni di una box circuitata DNA Evolv.

Giudizio

E’ una buona box? E’ una cattiva box? Dipende per l’utilizzo che se ne fa e dalle pretese dello

Visione laterale con porta
USB-C

svapatore, il prezzo (intorno ai 150 euro) è impegnativo, il vaper senza troppe pretese forse potrebbe orientarsi su dispositivi più economici, GeekVape, Vaporesso e Smok fanno dispositivi tascabili più economici, a testine prefatte, senza la possibilità di variare tante configurazioni come può darle un boro e un bridge anche rigenerabile, ma il “vaper medio” li conta i soldi, e allora perché spendere quella cifra quando posso spendere il 40%?

Poi ci sono i vecchi vapers incattiviti e capricciosi, quelli che “se non è almeno un DNA non mi riesco a gustare i tabacchi”, e nel caso il giudizio si inverte.

Io, quando dovevo farmi week end fuori di casa, organizzati e preparati male, con poca roba da portarmi dietro e molta frettolosità usavo (come già scritto) una pod mod Smok RPM40 che non andava male, anzi, con la sua Nord Coil da 0.6 ohm aveva una buona durata prima di cambiare la coil, aveva la potenza regolabile, era ricaricabile anche mentre viaggiavo collegata alla presa USB dell’autoradio e bastava portarmi dietro il “carichino” da muro a doppia presa USB con due cavetti, uno per ricaricare il telefono, l’altro per ricaricare la pod mod.
Certo, l’aroma non era “coinvolgente” come sui dispositivi a boro però avere qualcosa con cui svapare, che non perde liquido, facile e veloce da ricaricare, senza problemi di manutenzione e soprattutto molto “tascabile” (anche nel taschino della polo o dei pantaloncini da spiaggia) era sicuramente molto comodo.

La Boson? Costa il doppio rispetto alla Smok e alle altre pod mod, ma il circuito DNA80C è nettamente più appagante e settabile nello svapo rispetto al circuito proprietario Smok, i pregi di compattezza e semplicità sono identici e con i miei amati estratti di tabacco da sigaro cubano aromatizzati ci si dimentica di non svapare col dispositivo “high end” che uso a casa (solo in casa, per paura di perderlo o di danneggiarlo) con tutti i piaceri del caso.

Bel dispositivo, funziona bene, è comodo e “da gusto” ad usarlo, nel mio piccolo la spesa ne è valsa la pena.

Il vano boro "scoperto"

P.s.: più lo uso sulle AIO più il DNA80 Color di Evolv è il “circuito perfetto”: non ha il TC e alcune funzioni complesse di setup (che possono confondere i vapers meno esperti e meticolosi), tanto con un bridge appoggiato a contatto su un piattello metallico dove basta stringere un po’ di più il nut e cambia la lettura della resistenza è impossibile svapare in controllo di temperatura in maniera affidabile, circuito semplice semplice dove basta regolare i watt, eventualmente la “spinta” iniziale per avere una svapata iniziale più intensa e basta, il tutto a prova di errore e di impostazione, un circuito semplice semplice adatto anche ai neo vapers.

E, soprattutto, non necessità di eScribe, non so se è già aggiornato il circuito installato ma collegandolo al PC il programma eScribe non mi segnala la necessità di aggiornare il firmware.

Il tutto, con consumi di batteria del tutto accettabili nell’uso standard.

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