Può una box bruttina e con una costruzione migliorabile avere un senso e una utilità?
Ormai, sarà la pigrizia, sarà la vecchiaia, di giorno riesco
solo a svapare con delle Boro Mod, comode e leggere da tenere in tasca, la sera
dopo cena ancora con i tank, ma solo se ascolto musica o vedo film, potendo
scatenare tutta la mia pigrizia sul divano di casa.
Tra le varie cose che si vedono in giro, box di modding scopiazzate dalla Billet e quasi tutte uguali, alcune con il vano batteria scoperto e la batteria a vista (così le si può wrappare con colori sgargianti, cosa che io odio fare). Che noia…
Ma una volta ne vedo una molto strana. E con specifiche
tecniche ancora più strane. Per fare cose stranissime.
Boro mod a DOPPIA Batteria, con circuito proprietario che
arriva fino a 100 (!!!) watt e con un boro proprietario con adattatore per
montare coil da 0,3 ohm o da 0,6 ohm, box per DL, i famosi “tiracci filippini”
da farci i vaporoni che piacciono tanto ai ragazzini.
Premesso che per fare tiro di polmone occorre avere
immissioni di aria spalancate, molto maggiori dell’immissione d’aria permesse
da una Billet Box (anche a svaparci a sportellino rimosso) e che nei miei
esperimenti di gioventù, con l’adattatore per coil Kanger della Billet Rev3 e
coil SSOCC da 0.2 ohm significava bere liquido come con una cannuccia (se
l’aria aspirata è superiore a quella che il boro può immettere si crea
decompressione e si allaga di liquido il corpo testina) e bruciare il cotone in
fretta (temperature della coil alte, aria insufficiente a dissiparle, cotone KO
in fretta), dubito seriamente che si possa fare tiro di polmone con una Boro
mod.
Però, ne riesco a trovare una a prezzo “avvicinabile” (di
listino verrebbe intorno ai 120 euro, prezzo troppo alto per una box che non
monti almeno un DNA originale Evolv ma l’ho trovata da uno che appena comprata
già non l’amava), ci si possono fare degli esperimenti.
La ETHOS di Dovpo.Inconfondibile linea che
ricorda la Wismec Reuleaux
2/3
Viene venduta marchiata Across Vape per fare più “chic”
visto che, sul retro della scatola dell’imballaggio, risulta prodotta negli
stabilimenti di Shenzen Dovpo Technology, marchio che almeno agli albori dello
svapo produceva solo prodotti (nemmeno troppo) economici e con un livello
qualitativo trascurabile.
Appena arrivata, risalgono fantasmi dalla mia gioventù:
grossa, non leggera (pur NON essendo una Dicodes), è una box a doppia batteria
in serie (come tutte quelle da cui si vorrebbero wattaggi elevati) poste
affiancate sul retro, con una silhouette trapezoidale che ricorda molto la
(temuta e brutta) Wismec Reuleaux 2/3 in configurazione a due batterie (cosa
tremenda).
Il vano boro è coperto da un “cofano” trapezoidale integrale
rimovibile su cui, oltre a fessure laterali per verificare il livello del
liquido, è presente uno switch che attiva la box.
Sotto, nella parte scoperta della scocca, i due pulsanti di regolazione
potenza, il display e una porta USB-c per la ricarica.
In dotazione viene dato un boro “scofanabile con la parte
superiore in policarbonato trasparente e riempimento dal frontale (senza
vetrini “slide” da rimuovere) e dato in dotazione con due fondelli, uno in
grado di ospitare le sue coil DOVPO/SXK/non so bene cosa, l’altro (molto più
interessante) in grado di installare qualsiasi bridge Billet-compatibile.
Doppia batteria
Nota particolare, la sezione dall’alto di questo strano boro
è di forma trapezoidale anziché rettangolare come i Boro standard della Billet
che possono essere comunque utilizzati (certo, sono un po’ più stretti ma il
“cofano” che copre in vano boro attutisce un po’ l’effetto ottico.
Cosa buona, oltre al cavetto USB-c per la ricarica, viene
fornito anziché il solito nut da Billet uno semi ibrido, che seppur permettendo
l’installazione del drip tip 510 che preferiamo ha una sua base su cui fare
presa per lo smontaggio del drip tip e del boro, cosa molto utile (odio restare
col nut incastrato, il drip tip in mano e col boro bloccato e non smontabile).
Ma che senso ha tutto questo?
Potrebbe averne.
Stranezze interessanti
Il boro trapezoidale dato in dotazione viene dato con una
capienza di 7ml con l’uso delle sue (grasse) coil proprietarie.
Faccio un esperimento: monto il fondello per bridge standard, un adattatore
Arrow di SVT e con una pipetta graduata faccio il refill, e, preciso preciso,
arrivo ad un riempimento di quasi 8ml (l’Arrow con coil Nautilus è un bridge
molto sottile), capienza quasi doppia rispetto ai Boro standard, che, almeno ai
miei “consumi di svapo” garantisce quasi tre/quattro giorni continuati di
svapo.
E la doppia batteria? Con due Samsung “rosa” da 3000 mah va
a generare un accumulo da 6000 mah ovvero 6 ampere/ora.
Svapo con la mia coil Nautilus (non tiro fuori una 1.6 ohm,
basta una 1 ohm a mesh) svapando a 3.9 volt vado a prelevare (diciamo) 3.9v : 1
ohm di resistenza = 4 ampere (arrotondati per eccesso).
Ovvero, visto che le batterie non vengono mai scaricate al
di sotto (diciamo) del 15% della loro capacità (quindi la nostra configurazione
da 6000 mah – 15% = 5100 mah prelevabili, quindi 5.1 ampere/ora, e ne vado a prelevare 4, ne risulta 5.1 ah :
4 ampere in prelievo = 1,275 ore di svapo, pari a 1.275 x 60 (minuti) x 60
(secondi) = 4590.
Considerate svapate di guancia da 4 secondi con la nostra
coil, abbiamo ben 4590 : 4 =Il suo Boro (o più che
altro, una mini damigiana)
(quasi) 1150 puff da farci, una soglia
estremamente interessante.
Sarà vero? (la prova)
Box che per usi normali non amerò, display con scritte
piccole, poco luminoso (non troppo visibile all’aperto col sole battente), cliccando tre
volte continuativamente si attiva la selezione del modo varivolt/variwatt/TC
nei vari metalli presettati.
Lascio perdere le modalità TC, già dispositivi non collegati tramite attacchi
510 danno letture di resistenza troppo instabili (e quindi inaffidabili) per
l’uso in controllo di temperatura, figurarsi circuiti imprecisati di chissà
quale produttore (TC solo su Starplat, DNA, DIcodes, Yihi e Omega Vapers, se no
niente!) e a mio gusto l’erogazione in watt è un po’ “fiacchina” per quelli che
sono abituati ai DNA60 “bianco e nero” o peggio ai DNA40 (i migliori in
assoluto sui tabacchi), a mio palato va un po’ meglio settata in volt a 3.9/4
volt.
Però, dopo quasi dieci giorni e tre riempimenti di boro le batterie ancora
danno sufficienti segni di vita, che è una cosa interessante.
Certo, di tutte quelle che ho provato la vera “box da
spiaggia” è la prima DotAio v1, circuito mosfet a 4 voltaggi presettati
completamente sigillato, mi è caduta due volte in acqua ed è finita sepolta un
numero imprecisato di volte sotto la sabbia (richiedendo lo smontaggio e il
lavaggio del boro e del drip tip) eppure dopo tre ferie estive Boro a confronto, a sinistra un Billet standard,
a destra quello della Ethos
ancora da segni
di vita e buon funzionamento, ma una Ethos da farci il turista da viaggio è una
box interessante.
E, non montando un circuito “non pregiato” è ricaricabile con più serenità
tramite porta USB (con lo stesso “carichino” del cellulare), praticamente con
dietro il cellulare, una coil di ricambio e una chubby da 30 ml di liquido (se
una 60 ml è troppo grande) ci si possono fare tranquillamente due settimane di
vacanza, spensierati e senza bisogno di portarsi dietro troppa ricambistica e
kit da svapo.
Box utile e nemmeno banale nei contenuti, non ci stupirà per
il suo circuito eccellente (che però non va male, essendo un anonimo circuito
proprietario), non ci entusiasmerò per la sua erogazione elettrica pena e
corposa in grado di fare risaltare l’aroma dei nostri tabacchi organici
preferiti, non sarà la boro mod con cui ci vanteremo di avere svapato, ma per
un certo uso (comodo e con poca roba da portarsi dietro in valigia) me ne è uscita una combo
perfetta da portare in vacanza per viaggiare e fare il turista in giro per
luoghi d’arte, tenuta nel tascone di un paio di bermuda con cintura.
In un paio di pantaloncini da spiaggia no, troppo pesante, dopo quattro passi
finiremmoVista laterale con fessura
per controllare il livello del liquido
smutandati come Homer Simpson nei suoi cartoon.
Commenti
Posta un commento